PRIMA DI NOI (2026) | Promo tv della fiction Rai tratta dal romanzo di Giorgio Fontana

Prima di noi si presenta come una delle fiction Rai più intense e ambiziose del 2026, un racconto corale che attraversa decenni di storia italiana intrecciando destini personali, legami familiari e grandi trasformazioni sociali. Tratta dall’omonimo romanzo di Giorgio Fontana, la serie non si limita a raccontare una saga familiare: mette in scena il peso della memoria, delle scelte e delle eredità emotive che passano di generazione in generazione.

La storia prende avvio nel secondo dopoguerra, in un’Italia ferita ma piena di speranze. È qui che nasce il nucleo centrale del racconto: una famiglia comune, apparentemente come tante, ma destinata a diventare lo specchio di un intero Paese. I protagonisti non sono eroi, bensì uomini e donne che cercano di sopravvivere, amare, costruire qualcosa di stabile in un mondo che cambia troppo in fretta.

Nel primo arco narrativo, Prima di noi si concentra sugli anni della ricostruzione. I personaggi principali affrontano povertà, sacrifici e sogni rimandati. Le scelte fatte in questo periodo diventano ferite silenziose, che continueranno a sanguinare nel tempo. Ogni decisione, anche la più piccola, sembra avere conseguenze che si estendono ben oltre il presente.

Con il passare degli episodi, la fiction accompagna lo spettatore attraverso il boom economico, le lotte sociali, gli anni delle tensioni politiche e dei cambiamenti culturali. Le nuove generazioni crescono all’ombra delle aspettative dei padri, spesso senza comprenderle fino in fondo. Ed è proprio qui che emerge uno dei temi centrali della serie: il conflitto tra ciò che ereditiamo e ciò che scegliamo di diventare.

I figli cercano di prendere le distanze da un passato ingombrante, ma scoprono presto che il passato non resta mai davvero alle spalle. Amori difficili, ambizioni spezzate, ideali traditi: tutto torna, trasformato, nelle loro vite. Prima di noi racconta come le promesse non mantenute di una generazione diventino i nodi irrisolti della successiva.

Nel cuore della fiction c’è una domanda costante, quasi ossessiva: chi eravamo prima di diventare quello che siamo?
Ogni personaggio, a suo modo, tenta di rispondere. C’è chi sceglie la ribellione, chi il silenzio, chi l’adattamento. Ma nessuna strada è indolore. La serie non giudica, osserva. Mostra come anche le scelte fatte per amore possano trasformarsi in colpe, e come il desiderio di proteggere possa finire per soffocare.

Con l’avvicinarsi agli anni più recenti, il racconto si fa ancora più intimo e spietato. I protagonisti più giovani si confrontano con un mondo frammentato, instabile, dove le certezze dei nonni non esistono più. Le famiglie si trasformano, i legami si allentano, ma il bisogno di appartenenza resta. Ed è proprio in questo vuoto che riaffiorano segreti a lungo taciuti.

Uno degli snodi più forti della serie è la rivelazione di verità nascoste, capaci di riscrivere il senso di un’intera vita. Scelte fatte “per il bene di tutti” si rivelano, col tempo, errori irreparabili. La memoria diventa un campo di battaglia: c’è chi vuole ricordare e chi preferisce dimenticare. Ma Prima di noi è chiara su un punto: ciò che non viene affrontato, prima o poi, torna a chiedere conto.

Il finale di stagione promette di essere emotivamente devastante. Le linee temporali si intrecciano, il passato e il presente si specchiano l’uno nell’altro. I personaggi sono costretti a guardarsi indietro, a fare pace – o a rompere definitivamente – con ciò che li ha formati. Non tutte le ferite possono guarire, ma alcune possono finalmente essere riconosciute.

Prima di noi non offre soluzioni facili né redenzioni forzate. La sua forza sta nella verità emotiva dei personaggi, nella loro fragilità, nella capacità di rappresentare la storia privata come parte integrante della Storia collettiva. Ogni episodio è un tassello di un mosaico più grande, che racconta non solo una famiglia, ma un intero Paese e le sue contraddizioni.

La fiction Rai si annuncia così come un racconto profondo, adulto, capace di coinvolgere e far riflettere. Non è solo una storia su ciò che siamo diventati, ma soprattutto su ciò che eravamo prima di noi: prima delle scelte, prima delle rinunce, prima delle colpe. E forse, proprio per questo, è una storia che parla a tutti.

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